Le pillole di ottimismo 22 dicembre 2025


La movida buona di Bolzano, il paese diventato museo, formaggio anti demenza e il ritorno del faraone: tutte le buone notizie di lunedì 22 dicembre.

Le Buone Notizie della settimana

>> A BOLZANO LA MOVIDA SI CONIUGA CON LA SICUREZZA

Bolzano ha lanciato il progetto “Economia della notte” per aumentare la sicurezza urbana incentivando la movida, anziché reprimerla. L’iniziativa nasce dalla constatazione che le strade deserte, la sera, generano una percezione di pericolo e spingono i giovani ad abbandonare la città.

Attraverso una collaborazione tra Comune e Università, si punta a potenziare trasporti, uffici, locali ed eventi culturali nelle ore serali. L’idea è che una città viva e frequentata diventi un presidio naturale contro il degrado, trasformando i cittadini in “occhi sulla strada”.

L’approccio è sostenuto in modo trasversale sia dalla giunta di centrodestra che dalle opposizioni, unite nel voler ripopolare gli spazi pubblici. Il piano prevede una prima fase di analisi dei quartieri e un successivo confronto con residenti, esercenti e forze dell’ordine. Bolzano si inserisce così in un trend internazionale, già adottato da metropoli come Parigi e Tallinn, che vedono nella notte una risorsa e non solo un problema.
L’obiettivo finale è chiaro: spingere le persone a uscire di casa per riappropriarsi collettivamente della città.

>> IL PAESE DIVENTATO MUSEO

A Goriano Valli, piccolo borgo abruzzese di 60 abitanti, è nato il MuDi (Museo Diffuso), un progetto non profit per salvare la memoria locale.

Ideato dall’imprenditore Fausto Di Giulio, il museo si snoda attraverso sedici “stazioni” che celebrano la civiltà montana e contadina. Tra i luoghi simbolo spiccano una minuscola casa medievale di soli 8 metri quadri e un’antica bottega attiva nel dopoguerra. Il percorso include spazi dedicati alla “restanza”, omaggiando chi sceglie di restare nei borghi nonostante la carenza di servizi.

Nato durante la pandemia, il MuDi raccoglie foto, oggetti e testimonianze donate dagli abitanti per contrastare lo spopolamento. Il progetto rappresenta un atto di “restituzione” al territorio da parte di chi, in passato, era stato costretto a emigrare. L’obiettivo finale è trasmettere alle future generazioni un patrimonio millenario che rischiava di scomparire per sempre.

>> IL CONSUMO DI FORMAGGI PREVIENE LA DEMENZA

Uno studio svedese dell’Università di Lund, durato 25 anni su oltre 27.000 persone, ha rivelato un legame tra latticini grassi e salute cognitiva. Chi consuma almeno 20 grammi di panna al giorno presenta un rischio di demenza inferiore del 16% rispetto a chi non ne consuma affatto. Mangiare oltre 50 grammi di formaggio grasso (con grassi superiori al 20%) riduce il rischio di demenza del 13% rispetto a consumi minimi. I ricercatori hanno riscontrato benefici ancora più marcati per la demenza vascolare, con una riduzione del rischio pari al 29%.

I risultati mettono in discussione i consigli dietetici tradizionali che per decenni hanno demonizzato i grassi dei latticini come insalubri. Lo studio, pubblicato su Neurology, evidenzia solo un’associazione e non prova un rapporto diretto di causa-effetto tra dieta e prevenzione. Tuttavia, la ricerca suggerisce che alcuni grassi animali potrebbero avere un ruolo protettivo per il cervello, finora sottovalutato.

>> IL RITORNO DEL FARAONE

Le autorità egiziane hanno svelato il completamento del restauro di due statue colossali in alabastro raffiguranti il faraone Amenofi III a Luxor. Alte oltre 9 metri, le opere erano state distrutte da un violento terremoto circa 1.200 anni fa, restando ridotte in macerie per secoli. Amenofi III, nono faraone della XVIII dinastia, regnò nel XIV secolo a.C. durante uno dei periodi di massimo splendore dell’Antico Egitto. Le statue fungevano da guardie al suo imponente tempio funerario sulla riva occidentale del Nilo, analogamente ai noti Colossi di Memnone.

Il progetto di recupero è iniziato alla fine degli anni ’90 ed è stato complesso: la statua di destra conserva quasi intatto il volto, mentre quella di sinistra ha preservato meglio le gambe. Per la ricostruzione sono stati utilizzati metodi scientifici all’avanguardia e materiali compatibili con l’alabastro originale delle cave di Hatnub.